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Ho ricevuto la mia busta paga

Articoli / Umanità - più che varia
di diegus Data: 19 Feb 2005 - 10:36 AM

Con un po' di ritardo rispetto a molti altri italiani. Ma quest'anno la curiosità era davvero tanta: siamo entrati nell'Era della Caduta Verticale delle Tasse. La voce “IRPEF netta” del cedolino prometteva di restringersi fino a diventare quasi invisibile. Mah, in realtà si vede ancora abbastanza bene...

Anch'io, con un po' di ritardo rispetto alla maggor parte dei dipendenti italiani (mi pagano il quindici del mese successivo) ho ricevuto la busta paga di gennaio 2005, la prima dopo la Grande Riduzione per la Prosperità Economica promossa dal governo. La quale ci dovrebbe proiettare dritti dritti nell'Era della Caduta Verticale delle Tasse.

Sull'argomento “netto in busta paga” sono già stati prodotti un bel po' di studi e simulazioni. E anche i contribuenti hanno già avuto modo di esprimersi, per esempio, su <em>Repubblica.it</em> [1], dove è stata lanciata una sorta di inchiesta di massa. Tanto per fare i pignoli, però, mi sembra che il raffronto richiesto sul sito di Repubblica non fosse del tutto corretto. Per valutare l'importo riduzione dell'IRPEF ci si dovrebbe rifare non alla busta paga di gennaio 2004, ma all'ultima busta paga in cui la voce “Competenze” risulti identica a quella del mese di gennaio 2005. Che, nel caso mio, è quella di ottobre 2004. Con ogni probabilità, infatti, il reddito del gennaio dell'anno scorso, risulterà leggermente più basso (per via di eventuali scatti di anzianità, aumenti contrattuali ecc.). Fare un confronto tra retribuzioni lorde mensili diverse, quindi, porterebbe a una stima non esatta del “taglio”. In realtà, neanche il raffronto che faccio io può essere ritenuto corretto al cento per cento. Sono sempre possibili piccoli errori o scostamenti, che infatti vengono in genere recuperati col “conguaglio” di fine anno. Però diciamo che dovrebbe essere ragionevolmente attendibile.

E allora, diamo qualche numero. Il cedolino dice che la mia IRPEF netta si è ridotta di ben 10,82 euro (dico, dieci virgola ottantadue). La riduzione è stata accompagnata da un aumento di 90 centesimi di euro delle addizionali regionale e comunale all'IRPEF. Anche questo aumento delle addizionali è in genere automatico, visto che si pagano sulla base del reddito dell'anno precedente (che, per i motivi già esposti sopra, tende a salire almeno un po' di anno in anno).

Riassumendo, la diminuzione totale delle imposte ammonta a 9,92 euro (nove virgola novantadue). Che, con gli arrotondamenti -e qui arriviamo al netto in busta paga- porta al mirabolante aumento di nove euro e mezzo (nove virgola cinquanta).

Insomma, la classica pizza (intesa solo come pizza, non come cena completa) mensile. Oppure un quotidiano con il cd in allegato. O un biglietto per il cinema: con in più il caffé, se il film si preannuncia noioso. Oppure uno spettacolo a teatro (se lo trovate scontatissimo, però). Vedete, cari contribuenti, come la politica fiscale può aiutare i ristoratori, o la libera stampa, o ancora la cultura? Non tutti insieme, però: i soldi non bastano.

Mi viene da domandarmi una cosa, anzi due. La prima: ma a me, adesso, questa pizza in più non è che la faranno andare di traverso? Aumentandomi magari bolli, bollini e balzelli vari, o tagliando i soldi ai comuni, che ormai non riescono più a fare neppure la manutenzione delle strade? O facendo qualche altro taglio ai trasferimenti per la sanità, visto che già in qualche regione paghi anche quando finisci al pronto soccorso?

La seconda: ma se un Governo con dieci euro in più si guadagnerà la benevolenza degli elettori, allora, i tanto vituperati sindacati -che, alla peggio, ogni paio d'anni fanno ingrossare lo stipendio di una sessantina di euro- vanno candidati per il Nobel? Perché non proporre Guglielmo Epifani (e anche Pezzotta e Angeletti, suvvia) per una causa di beatificazione?

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