Come illustrare la cultura meridionale con il rock, le strisce a fumetti e tanta tagliente creatività: mi rifaccio vivo per segnalarvi un sito che considero davvero geniale. E mica solo perchè sono amico del suo autore...
Sì sì sì, lo so: è da un po' che non aggiungo niente al resto del web (però la <em>sezione delle foto</em> [1], a dire il vero, continua a crescere). Vogliatemene scusarmi: un po' il lavoro, un po' altri contrattempi. Vedrò di farmi perdonare.
Intanto mi rifaccio vivo per segnalarvi un <em>sito</em> [2] che ho rivisitato di recente e che secondo me ha qualcosa di geniale. Lo dico a ragion veduta: ne conosco l'autore da anni.
Alessandro Guido è un mio amico d'adolescenza. Durante i “meravigliosi anni 80” trascorrevamo insieme le lunghe estati calde salentine (siamo entrambi mezzosangue leccesi). Beh, quell'uomo mostrava un temperamento brillante anche da ragazzo. Come spesso succede, condividevamo gli stessi interessi: strimpellavamo tutti e due (lui meglio di me, però) la chitarra elettrica nelle improbabili e artigianalissime band locali, parlottavamo di politica, dell'improbabile -allora come ora- politica di questo strano paese. E come spesso succede, la vita ci ha un po' allontanato. L'Italia, si sa, è lunga, e mentre io vivevo a Roma, lui è andato in Lombardia, dove si è brillantemente laureato in architettura, si è sposato, ha avuto una bambina, e ha cominciato a lavorare -ahimé anche lui- nell'informatica (mi perdonerà mai per questo sfacciato stupro della sua privacy?).
Ma non ci siamo mai del tutto persi di vista. E così, ho potuto constatare come il ragazzo brillante di un tempo non abbia perso proprio nessuna delle sue qualità. Oltre a fare il padre di famiglia, infatti, il nostro (e mio) caro amico, si diverte ancora a suonare, a comporre musica, a disegnare strisce a fumetti, e a fare un mucchio di altre cose.
Il suo sito personale è un campionario di tutto questo. Con una peculiarità: a fare da filo conduttore della sua, ehm, produzione artistica, c'è quella “cultura jonico-salentina” (come la chiamerebbe lui che, infatti, viveva nei pressi di Taranto) che non ha mai smesso di affascinarlo, divertirlo o indignarlo a seconda delle circostanze.
Fatevi una bella visitina, ne vale la pena. Godetevi, ad esempio, le meditazioni delle "cozze pensose". E scaricatevi pure (“aggratis”) gli mp3 delle sue esilaranti canzoni di rock tarantino.
A metà strada tra arte, denuncia in stile Ciprì e Maresco, e “rock da supermarket” (un'altra delle cose che lo intrigano), <em>www.alessandroguido.it</em> [3], a mio avviso, è un unicum della rete.
Se avete un solido background in varia umanità meridionale, lo troverete irresistibile. Se no, è il momento di farsi una cultura.
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